Entra nel bar strillando «Mi sento un toro»... e cade
Non è ancora il caldo
eccessivo, ma le temperature primaverili
hanno scatenato comunque reazioni alquanto
fuori dal comune in un arzillo
vecchietto che ieri mattina ha pensato
bene di fare un ingresso trionfale in un
bar del centro storico di Campobasso gridando: «Mi sento
come un toro». Quando i presenti si
sono girati e si sono trovati davanti l’anziano
sono rimasti di stucco. Ma la situazione
è degenerata, quando dopo essere
stato invitato ad uscire è tornato alla carica
con una serie di frasi alquanto colorite
sulle sue capacità sessuali. E così
alla frase «Ho le p... infuocate» è inciampato
e caduto a terra. All’arzillo vecchietto
l’unica cosa che è mancata ieri mattina
è stato un saldo equilibrio. E’ stato
necessario l’intervento della Polizia e del
118 per riportare alla ragione il nonnetto
e accompagnarlo in ospedale, dove è stato
medicato.
Calano gli affari per la crisi, panettiere si improvvisa spacciatore
La crisi, il calo dei clienti e degli affari e la decisione di trovare un lavoro parallelo e piu' remunerativo. Sarebbe questo, secondo quanto lui stesso ha raccontato ai carabinieri, ad aver spinto un panettiere incensurato di 41 anni di Gassino (Torino) a decidere di diventare spacciatore, scelta che lo ha fatto finire in manette.
Da qualche tempo erano arrivate ai carabinieri alcune segnalazioni che indicavano l'uomo come pusher. I militari della stazione Regio Parco sono quindi intervenuti e nel suo appartamento, proprio sopra la panetteria, hanno trovato la conferma di quelle voci. Nell'alloggio sono infatti stati sequestrati 4 panetti di hashish per un totale di mezzo chilo. Inoltre i carabinieri hanno scoperto che l'uomo aveva creato, all'interno di un armadio, una sorta di serra domestica per la coltivazione della marjuana. Nell'armadio c'erano 11 vasi, 7 dei quali pieni di rigogliose piante di stupefacente, oltre a foglie gia' essiccate. L'uomo si e' giustificato dicendo di avere iniziato a spacciare perche', con la crisi, la vendita del pane era notevolmente calata.
Polvere di corna di cervo, il Viagra degli Anziani nel Parco nazionale d'Abruzzo
Polvere di corna di cervo disciolta in acqua per aumentare le prestazioni sessuali e curare le disfunzioni erettili. E' quanto emerge dalle interviste effettuate su un campione di ultra settantenni che abitano in Marsica e Alto Sangro, in particolare in paesi che ricadono nell'area Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. A commissionare lo studio, effettuato con particolare discrezione, è stato un imprenditore marsicano, dopo aver scoperto attraverso l'analisi delle tradizioni popolari che l'impiego di polvere di corna di cervo per aumentare le prestazioni sessuali e' una pratica in uso tra gli uomini fin dai primi del '900.
Il secondo step, riferisce l'imprenditore assicurando che non si tratta di uno scherzo di Carnevale, sara' quello di dare incarico a un laboratorio di analisi chimiche e biologiche per verificare se nella polvere di corna di cervo effettivamente esistono sostanze che possono aumentare la virilita' e in particolare uno specifico aminoacido. Le corna di cervo, a dispetto del nome, non sono composte da produzione cornea ma sono costituite da un vero osso, alimentato per la crescita da un vello ricco di vasi sanguigni in grado di trasportare ormoni.
I palchi, nel cervo maschio, cadono e ricrescono ogni anno, ed e' il testosterone a regolare il fenomeno. La commercializzazione della polvere in sospensione, se tutto procedera' secondo i tempi prestabiliti, potrebbe avvenire a partire dal 2010 rientrando nella categoria dei prodotti naturali per l'automedicazione.
"La gente cambiano"...
Proprio così, amici: oggi mi sento di citare questa frase, ovviamente sbagliata grammaticalmente, xchè la ritengo attinente al tema che voglio affrontare. Non ricordo da chi l'ho sentita la prima volta, ma so che è divenuta un vero e proprio tormentone. E per me esprime un concetto importante: le persone cambiano nel corso del tempo. Questo ovviamente vale anche per me. Perchè queste riflessioni? Ve lo spiego subito! Tutto comincia quando oggi pomeriggio io ed Emanuele, un mio caro amico nonchè ex compagno di liceo, incontriamo una nostra ex compagna: si finisce a parlare del periodo della scuola, e lei dice che Emanuele era sbarazzino, mente io ero "semi-serio"... Bene, chi mi conosce (come ad esempio Emanuele) sa che io non sono mai stato "semi-serio": al contrario, son sempre stato un casinaro come oggi. La differenza col Max attuale è che un tempo non mi aprivo con tutti, e di conseguenza le persone che mi "ispiravano" erano quelle che poi mi conoscevano per ciò che ero davvero, mentre a tutti gli altri, complice il mio aspetto da secchione precisino con gli occhiali, sembravo "semi-serio", cioè palloso... Io questa cosa già l'avevo capita, e ieri quell'episodio non ha fatto altro che confermare la mia tesi. Mi spiace solo che persone con cui ho convissuto mio malgrado per 5 anni non abbiano mai capito niente di me, ma d'altronde è anche vero che - forse per una mia minore maturità o per una mia minore sicurezza di me stesso - neanch'io ho mai dato loro la possibilità di scoprire il vero Max...
Il ritorno sul piccolo schermo del Grande
Fratello - ieri sera l’avvio
dell’edizione numero 9 del
programma di Canale 5 -
ha fatto tornare la memoria
indietro di dodici mesi
circa, all’inizio della passata
edizione della trasmissione,
nella quale fu grande
protagonista la giovane Teresa
Stinziani di Salcito.
Un anno fa, dunque, cominciava
l’avventura della
simpatica ed estrosa molisana
e si registrava il primo
approccio con chi, quella
edizione del Gf, alla fine
l’ha vinta, proprio in finale
con la nostra Teresa, ovvero
Mario. Un rapporto inizialmente
di complicità, affetto
ed amicizia via via
trasformatosi in qualcosa
di più serio e che ancora
oggi vede i due assieme, felici
e contenti. Tra le mura
della casa più spiata d’Italia,
dunque, aveva inizio un
feeling che si è andato esaltando
ai massimi livelli.
E di sicuro, quella di ieri,
è stata una giornata particolare,
all’insegna dei ricordi,
per Teresa, realmente
una delle grandi protagoniste
della precedente edizione
del Grande Fratello.
Una ragazza che ha conquistato,
con calore, spontaneità
e freschezza, i lusinghieri
giudizi e gli apprezzamenti
del grande pubblico.
Che ha condotto in finale,
guarda caso, proprio Mario
e Teresa nell’edizione passata,
già intuendo, probabilmente,
ciò che oggi è sotto
gli occhi di tutti.
Campobasso protagonista al «Forum
delle città» in Francia, a Montpellier,
il summit organizzato dal Consiglio
dei Ministri francese che ha coinvolto
le città di tutta Europa sul tema
dello sviluppo urbano.
Anche il Comune di Campobasso ha
partecipato attraverso una propria delegazione
al «Forum des Villes», a
Montpellier (Francia), il 2 e 3 dicembre,
un momento di incontro e di confronto
incentrato su esperienze e riflessioni
delle città europee circa i temi della sostenibilità
e della solidarietà nelle città
europee. Il Forum è stato incentrato
sulla pratica attuazione della Carta di
Lipsia con la quale nel 2007, a seguito
dell’adozione del documento sulle città
sostenibili in una riunione dei ministri
per lo Sviluppo urbano e la coesione territoriale,
l’UE ha riconosciuto l’importanza
delle questioni urbane nel perseguimento
di obiettivi generali dello sviluppo
sostenibile.
Nella Carta di Lispia si afferma che le
città europee, nel lungo periodo, potranno
svolgere il loro ruolo di motore
del progresso sociale e della crescita
economica conformemente alla strategia
di Lisbona, a patto che riescano a
mantenere l’equilibrio sociale, preservando
la diversità culturale e garantendo
una elevata qualità nel settore della
pianificazione urbanistica, dell’architettura
e del settore ambientale.
L’evento si è articolato in due sessioni
plenarie, ha dato poi ampio spazio al dibattito
ed al confronto diretto delle città
su queste tematiche, attraverso una serie
di workshop che hanno toccato diversi
argomenti legati al tema: dall’accessibilità
alla città per tutti con riferimento
alla governance e alla partecipazione
dei cittadini, alla mobilità urbana,
dalle politiche energetiche locali,
agli indicatori per uno sviluppo sostenibile
dei territori urbani.
Secondo il Sindaco di Campobasso,
Giuseppe Di Fabio, il «Forum des
Villes ha confermato che la politica di
programmazione seguita in questi anni
dall’Amministrazione comunale è in linea
con quanto avviene nelle maggiori
città europee. Partendo dalla Carta di
Lipsia, documento elaborato attraverso
un’ampia partecipazione degli Stati
membri dell’UE, il Forum ha sottolineato
l’importanza di lavorare su due concetti
fondamentali nello sviluppo delle
città, che devono oggi essere sempre più
sostenibili e solidali. E bene Campobasso,
a partire dal suo Piano strategico
territoriale, si è concentrato su questi
due aspetti strategici, aggiungendone
un terzo non meno qualificante: il sorprendente.
Il Piano che si è venuto a
delineare nel tempo, dopo una complessa
opera di concertazione sul territorio,
muove proprio i suoi passi da una vision
che abbiamo definito delle 3 S: Solidale,
Sostenibile, Sorprendente».
Il risultato che ne consegue sono azioni
e progetti volti alla costruzione e valorizzazione
in filiera delle attività economiche,
alla creazione di una politica
degli eventi concreta, ad un miglioramento
della qualità dell’architettura
urbana.
Tutti elementi in comune con le città
d’Europa ed in linea con l’utilizzo di
nuovi strumenti come i Pisu - Piano Integrati
di Sviluppo Urbano - che l’Amministrazione
comunale porta avanti
per operare in favore di uno sviluppo
che sia effettivamente sostenibile e per
rafforzare la coesione sociale.
Per l’assessore alle Politiche per l’Innovazione,
Marilina Di Domenico,
«lo sviluppo urbano integrato mira a
prendere in considerazione potenzialità
e bisogni di un territorio, evitando al
contempo fenomeni di destabilizzazione
che in un contesto cittadino possono attribuire
opportunità economiche e sociali
differenti (a diverse zone oppure a
diverse fasce della popolazione). In questa
direzione si affacciano interventi realizzati
a favore del tessuto economico e
sociale di Campobasso, come l’istituzione
della Zona Franca Urbana».
I sacerdoti si danno al cricket, al via la prima "Clericus Cricket"
E’ arrivato il momento del Cricket. Dopo il successo della “Clericus Cup” calcio e della “Clericus Basket”, il movimento sportivo vaticano è pronto a lanciarsi nell’avventura della “Clericus Cricket”. La data scelta è il 13 settembre, quando, alle 11:30 presso lo Stadio dei Marmi al Foro Italico di Roma, si svolgerà la gara di cricket che vedrà protagoniste due squadre formate da sacerdoti e seminaristi. A sfidarsi in una partita secca saranno il Pontificio Collegio Internazionale “Maria Mater Ecclesiae” e “The Fellowship Team”, una rappresentativa olandese.
La “Clericus Cricket”, che è promossa ed organizzata dalla “Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport” con la collaborazione del Csi (Centro Sportivo Italiano) e del Pontificio Collegio Internazionale “Maria Mater Ecclesiae”, conferma e solidifica il connubio tra sport e religione che nel corso degli ultimi anni ha avuto una enorme eco.
La scelta di questa disciplina da parte degli organizzatori è sicuramente singolare ma non del tutto fuori contesto. Da sempre considerato uno sport minore, il cricket negli ultimi anni ha cominciato a metter radici anche in Italia, soprattutto grazie alla presenza di numerosi migranti provenienti da quelle aree dell’Asia centrale (Pakistan, Sri Lanka, India, Bangladesh) dove questo sport è una vera cultura nazionale. Quella del 13 settembre non sarà soltanto una semplice partita di Cricket.
Ampio spazio sarà occupato anche dalla solidarietà. I partecipanti all’evento sportivo, infatti, si tasseranno ed il ricavato sarà devoluto all’Orfanotrofio della Diocesi di Sagar, in India. L’orfanotrofio, che è stato fondato 135 anni fa da un missionario cappuccino italiano, oggi ospita al suo interno 240 bambini. Dalla struttura di Sagar, inoltre, proviene un bambino che anni addietro fu adottato da una famiglia di origine svizzera e, successivamente, è entrato a far parte delle Guardie Svizzere.
Eccesso di velocità: trenino per bambini multato sulla A14, ma è un errore
Un trenino per bambini in servizio a Sestri Levante (Genova) e' stato multato per eccesso di velocita'. Ma e' un errore della Polstrada. Il mezzo avrebbe percorso l'A14 all'altezza di Ortona (Chieti) a 169,25 km/h. Un autovelox ha rilevato la targa e la Polstrada di Pescara ha elevato la multa e tolto 5 punti al guidatore. Ma il mezzo non supera 25 km/h, non puo' percorrere l'autostrada e non e' mai stato in servizio a Ortona. Una volta chiarito il tutto, il trenino e' tornato sulle strade comunali. Roba da pazzi.
Fantasie sessuali...
A volte basta poco per fare in modo che i nostri desideri sessuali si avverino, anzi, tutti i giorni vengono esauditi ma noi siamo troppo ciechi per accorgercene. I nostri desideri ed i vostri sono gli stessi? Provate a rispodere a queste domande:
Ti piace che ti sfiorino?
Che ti accarezzino?
Che ti palpino?
Che ti facciano sudare?
Ti piace il respiro di un altro accanto a te?
Che ti respirino sulla nuca e/o sul viso?
Ti piace adottare nuove posizioni?
Arrivare fino in fondo? O solo all'ingresso?
Ti piace entrare, uscire?
Ti diverte entrare indifferentemente davanti o dietro?
Cominciare da freddi e finire tutti caldi e sudati?
Siiiii??????
Bene, allora...
Prendi l'autobus!!! Il trasporto pubblico rende reali tutte le tue fantasie...
Sì al Grande Fratello per inchiodare i vicini di casa maleducati
Il Grande Fratello entra nei condomini per smascherare i vicini di casa molesti. La Cassazione ammette videoriprese per inchiodare i maleducati. Le riprese possono essere fatte dall'interno dell'appartamento a patto che l'area interessata dalla videoregistrazione, chiarisce la Suprema Corte, «ricada nella fruizione di un numero indifferenziato di persone» e non attenga «alla sfera di privata dimora di un singolo soggetto».
La sentenza 22602 ricorda che sono «probatoriamente utilizzabili le videoregistrazioni effettuate dalla parte offesa di reiterati atti vandalici e di danneggiamento ai danni della porta del proprio appartamento, della porta dell'attiguo garage e della cassetta postale antistante l'ingresso dell'appartamento, dal momento che - sottolinea piazza Cavour - l'area interessata dalle videoregistrazioni, operate con telecamera sita all'interno dell'appartamento, ricade nella fruizione di un numero indifferenziato di persone e non attiene alla sfera di privata dimora di un singolo soggetto».
Le riprese effettuate «dalla pubblica via verso l'ingresso di un privato edificio» vanno «considerate legittime, e pertanto utilizzabili». In questo caso si esclude «una intrusione tanto nella privata dimora quanto nel domicilio» dal momento che «le videoriprese si sono svolte tramite camera esterna all'edificio, del quale si inquadravano l'ingresso, i balconi e il cortile». Infine le videoriprese in ambienti nei quali «è garantita l'intimità» come «bagni pubblici, camerini, o privè di un night club» devono essere effetuate con autorizzazione del pm.
La sentenza fa riferimento al caso di un calabrese, Vincenzo B., accusato di essere stato un messaggero di un'associazione malavitosa sulla base di videoriprese effettuate nel cortile dell'abitazione. La Suprema Corte ha giudicando «legittime» le riprese con la telecamera in cortile, e ha rinviato il caso perché il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, nel confermare la custodia cautelare per l'indagato, non ha chiarito i «dati fattuali» secondo i quali Vincenzo B. sarebbe stato un messaggero della cosca malavitosa.